Eh si, la canicola colpisce anche Montrèal e allora tutti i bar (cafè) si sbizzarriscono a proporre "cafè glacé maison" e "the glacé maison"... così può capitare di ordinare un thè glace e di vedersi arrivare un bel the freddo con molto ghiaccio (come promesso) sormontato da una bella porzione di panna montata!
Passata l'incredulità iniziale, devo dire che il risultato non è male... ah, la creatività canadese!!
venerdì 16 luglio 2010
giovedì 1 luglio 2010
Parc La Fontaine
Parc La Fontaine a Montrèal è un vera miniera di elementi bizzarri.
Situato a pochi minuti dal downtown, è un parco di media grandezza con un piccolo laghetto artificiale al centro, stile "The Serpentine" di Hyde Park, a Londra.
A qualsiasi ora del giorno (della notte non ho idea) si possono fare incontri interessanti con persone che svolgono le più svariate attività, tra cui:
- suonare bonghi, chitarre acustiche ed elettriche (amplificate), arpe, ukulele
- ballare il tango
- danzare sui rollerblade
- portare a spasso il cane, il gatto, il coniglio, i canarini (in gabbia), il furetto, i figli
- giocare a calcio, baseball, bocce, pallavolo, frisbee ed a uno strano gioco con una rete tipo pallavolo (bassa) e una palletta minuscola che viene colpita con i piedi... se sapete il nome, ditemelo!
- indossare costumi da lottatori di sumo giapponesi e quindi lottare a chi cade per primo (vedi foto)
- fare picnic, feste, grigliate con barbecue portatili
- fare cardio-poussette, ossia ginnastica con i figli nel passeggino/carrozzina con tanto di istruttore
- praticare tai-chi, yoga, spada, arti marziali in genere
- far navigare nel lago barchette radiocomandate
- dato che il Cirque de Soleil è nato in Quèbec: esercitarsi a camminare sulla corda, far roteare le clavette, andare in monociclo, eseguire acrobazie da trapezisti con l'apposito drappo attaccato ad un albero
- fare una siesta sull'amaca.
A queste condizioni, anche solo una piccola passeggiata pomeridiana in mezzo a tale varietà si rivela interessante...
Situato a pochi minuti dal downtown, è un parco di media grandezza con un piccolo laghetto artificiale al centro, stile "The Serpentine" di Hyde Park, a Londra.
A qualsiasi ora del giorno (della notte non ho idea) si possono fare incontri interessanti con persone che svolgono le più svariate attività, tra cui:
- suonare bonghi, chitarre acustiche ed elettriche (amplificate), arpe, ukulele
- ballare il tango
- danzare sui rollerblade
- portare a spasso il cane, il gatto, il coniglio, i canarini (in gabbia), il furetto, i figli
- giocare a calcio, baseball, bocce, pallavolo, frisbee ed a uno strano gioco con una rete tipo pallavolo (bassa) e una palletta minuscola che viene colpita con i piedi... se sapete il nome, ditemelo!
- indossare costumi da lottatori di sumo giapponesi e quindi lottare a chi cade per primo (vedi foto)
- fare picnic, feste, grigliate con barbecue portatili
- fare cardio-poussette, ossia ginnastica con i figli nel passeggino/carrozzina con tanto di istruttore
- praticare tai-chi, yoga, spada, arti marziali in genere
- far navigare nel lago barchette radiocomandate
- dato che il Cirque de Soleil è nato in Quèbec: esercitarsi a camminare sulla corda, far roteare le clavette, andare in monociclo, eseguire acrobazie da trapezisti con l'apposito drappo attaccato ad un albero
- fare una siesta sull'amaca.
A queste condizioni, anche solo una piccola passeggiata pomeridiana in mezzo a tale varietà si rivela interessante...
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venerdì 11 giugno 2010
La pizza di Gattuso
Da quando sono qui, ho una voglia irrefrenabile di pizza: alta, bassa, margherita, strafarcita... me la mangerei in tutti i modi possibili.
Ci siamo tolti la voglia di ordinarla a casa, insieme a bottiglie di pepsi, ali di pollo e sacchetti di dolcetti... poi però abbiamo optato per il "fai da te" :-)
In Italia non sono mai riuscita a fare una pizza decente, non chiedetemi il perchè... dopo un pò ho ceduto le armi; qui invece deve essere uscita la mia italianità ("tengo cuore italiano!", come dice Gerard Depardieu) e, complice l'impasto di Gattuso, sto ottenendo delle pizze alte, soffici, da leccarsi i baffi.
Sì, Gattuso: è una marca di cibi in scatola (simil-italiani, ovviamente) e al supermercato si trova anche questa busta magica con dentro farina e lievito: non so se sia merito di Gattuso o del forno, ma finalmente sono riuscita a fare un pizza squisita!!
Ci siamo tolti la voglia di ordinarla a casa, insieme a bottiglie di pepsi, ali di pollo e sacchetti di dolcetti... poi però abbiamo optato per il "fai da te" :-)
In Italia non sono mai riuscita a fare una pizza decente, non chiedetemi il perchè... dopo un pò ho ceduto le armi; qui invece deve essere uscita la mia italianità ("tengo cuore italiano!", come dice Gerard Depardieu) e, complice l'impasto di Gattuso, sto ottenendo delle pizze alte, soffici, da leccarsi i baffi.
Sì, Gattuso: è una marca di cibi in scatola (simil-italiani, ovviamente) e al supermercato si trova anche questa busta magica con dentro farina e lievito: non so se sia merito di Gattuso o del forno, ma finalmente sono riuscita a fare un pizza squisita!!
giovedì 3 giugno 2010
Il colore delle pareti
Lo avevo promesso: un post solo sul colore delle pareti.
L'avevo notato subito, quando sono venuta in Canada la prima volta, ormai 7 anni fa: per forza, impazzavano i bagni viola!
Iniziamo a dire che i bagni (seguirà altro post) non hanno le piastrelle; se ce le hanno sono solo sul muro attiguo alla vasca da bagno. Per cui ci si può sbizzarrire con il colore: il nostro, per esempio, è di un beige scuro smorto. Un pò deprimente, in effetti, soprattutto perchè non ha finestre e quindi è già, come dire, buio per i fatti suoi.
Sinceramente mi sono chiesta perchè i canadesi amino usare colori forti ma tendenti allo scuro... mi spiego: se prendete un verde e ci mischiate del bianco, otterrete un verde pastello, tenue, luminoso; se ci mischiate del nero otterrete un verde cupo, magari anche "forte", bello saturo, ma sempre cupo... ecco, qui mischiano i colori col nero (per modo di dire, eh!), per cui avete cucine rosso cupo, camere grigio cupo, salotti blu cupo, etc etc... non è che i canadesi non amino i colori, anzi forse fin troppo, ma forse qualcuno dovrebbe fargli vedere un qualcosa di un pochino più solare...
L'avevo notato subito, quando sono venuta in Canada la prima volta, ormai 7 anni fa: per forza, impazzavano i bagni viola!
Iniziamo a dire che i bagni (seguirà altro post) non hanno le piastrelle; se ce le hanno sono solo sul muro attiguo alla vasca da bagno. Per cui ci si può sbizzarrire con il colore: il nostro, per esempio, è di un beige scuro smorto. Un pò deprimente, in effetti, soprattutto perchè non ha finestre e quindi è già, come dire, buio per i fatti suoi.
Sinceramente mi sono chiesta perchè i canadesi amino usare colori forti ma tendenti allo scuro... mi spiego: se prendete un verde e ci mischiate del bianco, otterrete un verde pastello, tenue, luminoso; se ci mischiate del nero otterrete un verde cupo, magari anche "forte", bello saturo, ma sempre cupo... ecco, qui mischiano i colori col nero (per modo di dire, eh!), per cui avete cucine rosso cupo, camere grigio cupo, salotti blu cupo, etc etc... non è che i canadesi non amino i colori, anzi forse fin troppo, ma forse qualcuno dovrebbe fargli vedere un qualcosa di un pochino più solare...
Ordinare un caffè può sembrare più complicato del previsto...
Questa è una delle poche cose che qui, a volte, mi fa venire il nervoso: ordinare una cosa semplice come un caffè. Perchè qui non è semplice, o meglio, è il caffè a non essere semplice.
Andate da Starbucks, o da Cafè Depot, o da qualsiasi altra parte, e decidete di prendere un caffè al banco: pensate che con un banale "Un caffè piccolo, per favore" ve la caverete, e vi sbagliate. Iniziano le domande a raffica: da consumare qui o da asporto? latte o crema? quanto zucchero? vellutato? (cosa diav...?!) della casa? (urgh!) cannella? e via di seguito, ogni bar ha il suo ventaglio personale di domande. Se poi aggiungete il fatto che sì, capite il francese, ma ci sono delle domande a cui non siete pronti, tipo "vellutato" cosa diavolo sarà mai?
Poi voi dite "un caffè piccolo, lo bevo qui, 2 bustine di zucchero" e vi guardano male: "ma come" pensano, "io ti offro tutte queste possibilità e tu prendi un caffè nero e basta??"...
La stessa cosa vi capita quando ordinate i panini, la pizza, la colazione, etc, domande su domande a cui a volte non si sa dare risposta e allora si spara a caso :-)
Se trovate un cameriere simpatico che capisce il vostro imbarazzo e vi dà una mano, è quasi divertente, altrimenti preparatevi a fare la figura dei contadinotti che arrivano in città per la prima volta e a sopportare lo sguardo vagamente sprezzante di qualche ragazzino che si guadagna qualche soldo distribuendo caffè e panini, e non contempla il fatto che voi vi troviate spiazzati da tutta questa scelta.
Io, a dire la verità, a volte mi innervosisco. Forse il caffè dovrei prenderlo decaffeinato, ma è l'unica cosa che non mi chuiedono mai!!
Andate da Starbucks, o da Cafè Depot, o da qualsiasi altra parte, e decidete di prendere un caffè al banco: pensate che con un banale "Un caffè piccolo, per favore" ve la caverete, e vi sbagliate. Iniziano le domande a raffica: da consumare qui o da asporto? latte o crema? quanto zucchero? vellutato? (cosa diav...?!) della casa? (urgh!) cannella? e via di seguito, ogni bar ha il suo ventaglio personale di domande. Se poi aggiungete il fatto che sì, capite il francese, ma ci sono delle domande a cui non siete pronti, tipo "vellutato" cosa diavolo sarà mai?
Poi voi dite "un caffè piccolo, lo bevo qui, 2 bustine di zucchero" e vi guardano male: "ma come" pensano, "io ti offro tutte queste possibilità e tu prendi un caffè nero e basta??"...
La stessa cosa vi capita quando ordinate i panini, la pizza, la colazione, etc, domande su domande a cui a volte non si sa dare risposta e allora si spara a caso :-)
Se trovate un cameriere simpatico che capisce il vostro imbarazzo e vi dà una mano, è quasi divertente, altrimenti preparatevi a fare la figura dei contadinotti che arrivano in città per la prima volta e a sopportare lo sguardo vagamente sprezzante di qualche ragazzino che si guadagna qualche soldo distribuendo caffè e panini, e non contempla il fatto che voi vi troviate spiazzati da tutta questa scelta.
Io, a dire la verità, a volte mi innervosisco. Forse il caffè dovrei prenderlo decaffeinato, ma è l'unica cosa che non mi chuiedono mai!!
mercoledì 5 maggio 2010
I farmaci
Partiamo da un presupposto: andare in farmacia, qui, è come andare al supermercato.
Questo per svariate ragioni: la dimensione delle farmacie; la varietà di medicinali, vitamine, prodotti naturali, etc; il fatto che nelle farmacie si trovano anche svariati altri prodotti (intere corsie, intendo), quali: prodotti vari di igiene personale, cartoleria, generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa, piccoli elettrodomestici, addirittura sedie e tavoli da giardino.
I farmacisti sono relegati in un angolo, a gestire i farmaci con ricetta: per il resto è tutto automedicazione.
Passeggiando tra le corsie dei medicinali un italiano diventa sospettoso: abituato alle confezioni austere dei nostri farmaci, non capisce come possano esistere 20 tipi diversi di aspirina ognuna avvolta in un packaging assolutamente colorato e ammiccante. Può capitare che la scelta, a questo punto, diventi VERAMENTE ardua!
Le confezioni dei farmaci per i bambini, poi, sono pieni di orsetti, pupazzi, frutta... agli occhi di una madre di un bimbo di qualche mese, assolutamente inaffidabili! :-) Assomigliano di più a pacchetti di caramelle...
Questo per svariate ragioni: la dimensione delle farmacie; la varietà di medicinali, vitamine, prodotti naturali, etc; il fatto che nelle farmacie si trovano anche svariati altri prodotti (intere corsie, intendo), quali: prodotti vari di igiene personale, cartoleria, generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa, piccoli elettrodomestici, addirittura sedie e tavoli da giardino.
I farmacisti sono relegati in un angolo, a gestire i farmaci con ricetta: per il resto è tutto automedicazione.
Passeggiando tra le corsie dei medicinali un italiano diventa sospettoso: abituato alle confezioni austere dei nostri farmaci, non capisce come possano esistere 20 tipi diversi di aspirina ognuna avvolta in un packaging assolutamente colorato e ammiccante. Può capitare che la scelta, a questo punto, diventi VERAMENTE ardua!
Le confezioni dei farmaci per i bambini, poi, sono pieni di orsetti, pupazzi, frutta... agli occhi di una madre di un bimbo di qualche mese, assolutamente inaffidabili! :-) Assomigliano di più a pacchetti di caramelle...
lunedì 26 aprile 2010
L'immondizia
Abitiamo in un quartiere carino.
Casette basse, corti interne, alberi lungo le vie secondarie, parchetti, insomma con la bella stagione che avanza è piacevole passeggiare fuori e guardarsi attorno. Anche il martedi e il venerdi, i giorni in cui ritirano l'immondizia, è piacevole guardarsi attorno perchè camminando per la strada sembra di stare al mercatino degli oggetti di seconda mano: poltrone sbiadite, divani sfondati, vecchi scaldabagno, scrivanie a cui manca qualche cassetto, scarpe (appaiate) logore, materassi concavi, e altri oggetti degni di nota. Il tutto lasciato lì sul ciglio della strada con la massima indifferenza. Certo, ovviamente il giorno dopo è tutto scomparso perchè i camion dell'immondizia ritirano tutto, ma per noi che in Italia vivevamo in un paesino in cui la raccolta differenziata era rigorosissima e soprattutto la regola sui rifiuti "ingombranti" era quella di portarli in discarica personalmente, fa un certo effetto vedere questa allegra esposizione di arredi & affini affollare i (per fortuna larghi) marciapiedi di Montreal...
Casette basse, corti interne, alberi lungo le vie secondarie, parchetti, insomma con la bella stagione che avanza è piacevole passeggiare fuori e guardarsi attorno. Anche il martedi e il venerdi, i giorni in cui ritirano l'immondizia, è piacevole guardarsi attorno perchè camminando per la strada sembra di stare al mercatino degli oggetti di seconda mano: poltrone sbiadite, divani sfondati, vecchi scaldabagno, scrivanie a cui manca qualche cassetto, scarpe (appaiate) logore, materassi concavi, e altri oggetti degni di nota. Il tutto lasciato lì sul ciglio della strada con la massima indifferenza. Certo, ovviamente il giorno dopo è tutto scomparso perchè i camion dell'immondizia ritirano tutto, ma per noi che in Italia vivevamo in un paesino in cui la raccolta differenziata era rigorosissima e soprattutto la regola sui rifiuti "ingombranti" era quella di portarli in discarica personalmente, fa un certo effetto vedere questa allegra esposizione di arredi & affini affollare i (per fortuna larghi) marciapiedi di Montreal...
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